Carta del Docente 2025/2026: cosa cambia e quando sarà disponibile?
Carta del Docente 2025/2026: Cosa cambia e quando sarà disponibile?
L’attesa per la riattivazione della Carta del Docente è sempre un momento di grande interesse per il personale scolastico. Il bonus, che ogni anno permette agli insegnanti di investire nella propria formazione e aggiornamento professionale, si appresta a tornare per l’anno scolastico 2025/2026, ma con alcune importanti novità. La piattaforma ufficiale cartadeldocente.istruzione.it è attualmente in fase di aggiornamento, e si attendono nuovi decreti attuativi per definire i dettagli operativi e chiarire le incertezze che stanno circolando nel mondo della scuola.
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Le principali modifiche, che rendono quest’anno particolarmente diverso dai precedenti, sono legate a un nuovo decreto e a recenti pronunce della magistratura. Questi cambiamenti impattano su diversi aspetti chiave del bonus: chi può richiederlo, a quanto ammonterà e quando sarà effettivamente disponibile. È fondamentale per tutti i docenti comprendere queste nuove dinamiche per poter pianificare al meglio le proprie spese e attività di aggiornamento.
Quali saranno le novità della Carta del Docente 2025/2026?
L’anno scolastico 2025/2026 segna una svolta per la Carta del Docente, grazie all’introduzione di importanti modifiche normative che impattano su platea e modalità di utilizzo. La novità più significativa è senza dubbio l’estensione del beneficio a una fascia più ampia di insegnanti, una decisione che fa seguito alle numerose sentenze dei tribunali che negli anni hanno riconosciuto il diritto al bonus anche a chi non aveva un contratto a tempo indeterminato. Nel dettaglio, il nuovo bonus sarà accessibile a:
- Docenti assunti a tempo indeterminato, inclusi i neoimmessi in ruolo e coloro che lavorano in part-time.
- Docenti dichiarati inidonei per motivi di salute.
- Docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o che operano nelle scuole militari o all’estero.
- Docenti con contratto a termine fino al 31 agosto, anche se con orario non completo.
Questa estensione è il risultato di pronunce della Corte di Giustizia Europea (sentenza del 3 luglio 2025) e della Corte Costituzionale (sentenza n. 121/25), che hanno stabilito che la Carta del Docente deve essere attribuita anche ai docenti supplenti brevi e saltuari. Di conseguenza, il decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, ha recepito queste indicazioni, confermando l’assegnazione a regime ai docenti con contratto al 31 agosto.
Un altro cambiamento rilevante riguarda la rendicontazione delle spese. A partire da quest’anno scolastico, tutti i beneficiari, inclusi i supplenti, dovranno trasmettere le fatture relative ai loro acquisti entro 90 giorni dalla validazione dei buoni. Il mancato rispetto di questa scadenza comporterà la decadenza dal rimborso per il soggetto presso cui è stata utilizzata la Carta. Questo nuovo requisito mira a garantire un controllo più rigoroso sull’utilizzo dei fondi e a prevenire eventuali abusi.
Sul fronte dei potenziali cambiamenti, la sentenza della Corte Costituzionale ha ribadito la necessità di estendere il bonus anche ai docenti supplenti con contratto al 30 giugno. L’Anief, sindacato di categoria, ha invitato il Governo a stanziare ulteriori risorse per ampliare la platea senza ridurre l’importo. Si discute inoltre della possibilità di estendere la spesa a prodotti hardware come stampanti e telefoni, strumenti ormai essenziali per la didattica moderna, e di ampliare il beneficio anche al personale educativo e amministrativo.
Infine, un dibattito acceso riguarda la proposta di trasformare il bonus in reddito imponibile da inserire in busta paga. L’Anief, per voce del suo presidente, Marcello Pacifico, si è opposta fermamente a questa ipotesi, spiegando che un’operazione del genere ridurrebbe l’importo netto disponibile per i docenti. I 500 euro, attualmente non tassati, scenderebbero a circa 350 euro (al lordo Stato), e se la platea venisse estesa a tutti i precari, la somma si ridurrebbe ulteriormente a circa 300 euro, ovvero meno di 15 euro netti al mese. Per questi motivi, l’Anief preferisce che la Carta del Docente mantenga la sua natura di bonus esente da tassazione.
Quale sarà l’importo e le somme residue?
Una delle maggiori incertezze per la Carta del Docente 2025/2026 riguarda proprio l’ammontare del bonus. Il decreto n. 45/2025, approvato il 3 giugno 2025, ha introdotto una modifica fondamentale: l’importo della Carta non sarà più fisso, ma verrà determinato ogni anno tramite un decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) in collaborazione con il MEF. Questo significa che i tradizionali 500 euro non sono più garantiti e la cifra esatta dipenderà dal numero complessivo dei beneficiari e dalle risorse disponibili.
Con l’estensione del beneficio anche ai docenti precari, è molto probabile una riduzione dell’importo pro capite. Il Ministero non ha ancora fornito indicazioni ufficiali in merito, ma l’ipotesi più accreditata è che la cifra scenderà per permettere una distribuzione più equa a un numero maggiore di persone. Le somme non spese dell’anno scolastico precedente non sono perse, ma le regole per il loro recupero sono chiare:
- I docenti di ruolo ritroveranno nel portafoglio virtuale il residuo non speso dell’anno scolastico 2024/2025.
- Le somme residue dell’anno 2023/2024 sono invece azzerate.
- I docenti con contratto al 31 agosto 2026 troveranno il residuo non speso entro il 31 agosto 2025.
- I docenti in pensione dal 1° settembre 2025 non avranno più accesso alla piattaforma e perderanno le somme non spese entro il 31 agosto 2025, che verranno azzerate.
In questo clima di incertezza, i docenti hanno già presentato migliaia di ricorsi ai tribunali per ottenere il bonus spettante per gli anni di precariato. Spesso lo Stato non attribuisce subito la Carta, costringendo i docenti a intentare nuove cause i cui costi ricadono sui cittadini. Su questo punto, il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha segnalato al Ministero la necessità di ottemperare alle sentenze senza ulteriori ricorsi alla magistratura amministrativa.
Quando sarà disponibile e come ottenerla?
L’attesa per l’attivazione della Carta del Docente 2025/2026 è legata a doppio filo alla burocrazia e alle decisioni del Ministero. A differenza degli anni passati, quando l’erogazione avveniva solitamente a settembre, negli ultimi anni si sono verificati ritardi significativi. Nel 2024, ad esempio, le somme sono state rese disponibili solo il 14 ottobre. Questo precedente fa pensare che anche quest’anno i tempi potrebbero essere lunghi. L’attivazione è infatti subordinata all’approvazione del decreto attuativo che dovrà definire l’importo e le modalità operative.
Di conseguenza, per l’anno scolastico 2025/2026 si ipotizza che la piattaforma sarà riattivata tra fine settembre e metà ottobre. In ogni caso, il sito ufficiale del Ministero resta il punto di riferimento primario per tutte le comunicazioni. Per ottenere la Carta, la procedura non dovrebbe cambiare. I docenti dovranno accedere alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it tramite la propria identità digitale, utilizzando lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la CIE (Carta d’Identità Elettronica). Una volta effettuato l’accesso, potranno visualizzare il saldo e generare i “buoni spesa” da utilizzare presso gli esercenti accreditati. È consigliabile per i docenti monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali del Ministero e dei sindacati per non perdere gli aggiornamenti in tempo reale.




